Trafilatura = Azione meccanica per ridurre la sezione di fili metallici. Cesello (Cesellare) = Tecnica di lavorazione dei metalli + TESTO1 Cesello = Utensile per Cesellare Chasing = Tecnica di lavorazione dei metalli Smeraldo = Gemmologia-Famiglia dei Berilli + TESTO 2 + foto Pleocroismo=Gemmologia-Fenomeno ottico Bulino = Utensile per incidere il metallo Bulino ovale Bulino mezzo-tondo Bulino piatto Bulino ongella Fusione a cera persa =Tecnica di produzione seriale di argenteria e oreficeria. Niello=Antica tecnica di decorazione delle superfici di metallo. Strass =Vetro piombifero con elevate qualità di luminosità prodotto da Joseph Strasser nel XVIII sec. Lunula=Oggetto di oreficeria a forma di mezzaluna. Le l. venivano prodotte dagli irlandesi pre-celtici. Si pensa avessero un significato magico. Fibula=Spilla usata generalmente per fermare un mantello. *link"Oreficeria Etrusca" Oreficeria Etrusca + TESTO 3 + foto Cabochon=A stone ground into a rounded or domed shape, usually with a flat back and not faceted. Cabochon=E' il tipo principale di taglio piano di una pietra. La parte superiore è bombata, quella inferiore è piana o lievemente bombata. TESTO 1: La parola cesello indica generalmente il complesso di una tecnica che si sviluppa in due fasi distinte: lo sbalzo e il cesello. Questo metodo di lavoro consente di ottenere figure in rilievo anche molto complesse e rifinite, per mezzo di ferri opportunamente sagomati (i ceselli); la forza necessaria a sospingere il metallo viene trasmessa da un martello adatto a questo scopo, che può avere peso diverso, secondo i volumi e le superfici da lavorare. Il procedimento sfrutta l'elasticità del metallo, che viene trattato in modo plastico, diversamente quindi da come viene inteso di solito, quando per creare un oggetto si trafora, si assembla, si salda. Qui non si tratta più di costruire, ma di plasmare, con un procedimento affine alla scultura.I risultati che si possono ottenere con questa tecnica sono molteplici: dalla semplice decorazione di una superfice (con punzoni che lasciano un segno più o meno marcato), alla modellazione di disegni e figure che si staccano dalla superficie della lastra.I metalli che possono essere sottoposti a questo tipo di lavoro sono molti: non solo il rame, l'argento in lega e l'oro giallo, ma anche l'oro bianco - con le dovute cautele-, il ferro dolce, il palladio possono dare buoni risultati. Lo sbalzo è la tecnica che permette, lavorando una lastra dalla parte posteriore, di farne emergere forme a rilievo, dando a figure e ornamenti la terza dimensione; il lavoro non comporta alcuna abrasione o incisione ma semplicemente un movimento di metallo, reso possibile dalla plasticità del metallo stesso. Le forme si sbalzano (si tirano fuori) lavorando dal retro dell'oggetto. Lo sbalzo, però, non garantisce grande nettezza di disegno. L'opera sbalzata manca di quella finitezza di dettagli che si richiede in oreficeria ed in argenteria. Compiti del lavoro di cesello propriamente detto sono, appunto, la rifinitura e la creazione dei particolari, per perfezionare le forme precedentemente sbalzate. Il cesello si esegue dal davanti del lavoro. TESTO2: Il nome s. deriva dal greco smaragdos che significa "pietra verde". Lo s. insieme all'acquamarina appartiene alla specie dei berilli. La sostanza colorante è il Cromo, talvolta il Vanadio. Il colore è molto stabile alla luce e al calore; cambia solo a temperature di 700-800 °C. Soltanto le qualità migliori sono trasparenti, poichè spesso lo s. è reso traslucido da inclusioni di vario tipo. Queste, purchè non siano abbondanti, non sono considerate necessariamente difetti, ma piuttosto provano l'origine naturale della pietra e permettono di distinguerla dalle sintesi e dalle numerose altre imitazioni. L'insieme delle inclusioni veniva detto dagli esperti "effetto giardino". La distribuzione del colore è spesso irregolare, disposta a macchie o a bande. Tutte le pietre hanno in comune una certa fragilità: le frequenti fratture da tensione le rendono particolarmente sensibili alla compressione. Poichè lo s. è il prodotto della concomitanza di un'intrusione magmatica e di azioni metamorfiche, i giacimenti si trovano in pegmatiti o nelle loro vicinanze. L'estrazione avviene quasi solo dalla roccia madre, dove lo s. Si trova in piccoli filoni o sulle pareti di cavità. I giacimenti più significativi sono in Colombia, la miniera più importante è quella di Muzo già sfruttata dagli Inca, fu poi riscoperta nel XVII secolo. Da questa miniera si estraggono pietre dal colore verde intenso, lo sfruttamento avviene sia in gallerie sia su terrazzi a giorno. Altri importanti giacimenti si trovano in Brasile, Zimbabwe e Sudafrica. TESTO 3: L'oreficeria etrusca è stata una produzione di altissimo livello favorita sia dalla disponibilità di materie prime locali, sia dal progressivo sviluppo delle tecniche di lavorazione.Gli inizi della lavorazione dei metalli preziosi, soprattutto dell'oro, si pongono in epoca antica, nel IX sec.a.C., ma con uso limitato a determinate classi sociali.L'oggetto di ornamento personale più diffuso in periodo villanoviano (età del ferro - IX - prima metà VIII sec.a.C.) è la fibula. Essa è stata rinvenuta generalmente in tombe di rango principesco e solo raramente è realizzata in oro. Assai più numerose sono invece le fibule in bronzo, arricchite da elementi in oro o in altro materiale. Diversi sono i tipi di fibula testimoniati in età villanoviana: ad arco ritorto, con staffa a disco, a sanguisuga. La decorazione è generalmente incisa o a sbalzo. Un altro gioiello frequente in questo periodo è il fermatrecce, costituito da un filo di oro o di bronzo, liscio o ritorto, avvolto a spirale, talvolta con estremità ondulate. Le collane sono formate da un numero variabile di vaghi in lamina d'oro, d'argento o di elettro, di forme diverse, associati a pendenti d'ambra, di vetro o ai medaglioni. Il periodo orientalizzante (seconda metà VIII - VII sec.a.C:) è caratterizzato da un'abbondante ricchezza che si manifesta chiaramente nella gioielleria: l'oro è impiegato largamente e reso a filigrana e a granulazione. Queste tecniche sono già documentate in Egitto, in Oriente e in Grecia, ma è proprio nella gioielleria etrusca che trovano la massima applicazione. I fermatrecce mostrano un'evoluzione rispetto a quelli già in uso e sono realizzati in metalli nobili e in forme diverse: a filo liscio, a filo ritorto a cordone, ad anello desinente a testa di serpente, con fasce lavorate a filigrana, o il tipo a nastro.Numerose le collane e di tipi diversi: a maglia di fili intrecciati con pendenti, con vaghi di materiale diverso, con vaghi e pendenti in oro.Non mancano neanche i pendenti, generalmente di chiara derivazione fenicia.Diverse le varietà di bracciali. Una serie piuttosto antica è attestata nell'Etruria meridionale: Marsiliana d'Albegna, Vetulonia, Cere. Le fibule riprendono e sviluppano forme già affermate precedentemente, ma creano anche modelli nuovi. Per il costume femminile, le più frequenti sono quelle con arco a sanguisuga e staffa lunga. Per il costume maschile, sono diffuse le fibule a drago arricchite dalla granulazione o dalle figurine plastiche. Nel VII sec.a.C. compare un monile tipicamente maschile e rinvenuto in tombe principesche: l'affibbiaglio, utilizzato per fissare il mantello sulla spalla, come ci testimonia la statuaria. Due i tipi di affibbiaglio: a pettine o a sbarre.Una funzione analoga a quella degli affibbiagli è svolta da due piastre, fissate al vestito probabilmente all'altezza del torace. Anch'esse sono riservate ad una ristretta classe sociale. Nei corredi tombali del periodo orientalizzante sono molto diffusi i pettorali: oggetti di uso e di tradizione locale, destinati ai ranghi principeschi. In età arcaica (VI - prima metà del V sec.a.C.), nel costume femminile si mantiene l'uso del fermatrecce e aumenta quello degli spilloni per capelli. Compare in questo periodo l'orecchino a bauletto, tipicamente etrusco, costituito da una lamina rettangolare ricurva con le estremità unite dal filo passante nel foro del lobo dell'orecchio. La decorazione è resa a filigrana e granulazione e con figure a tutto tondo. Gli esemplari più tardi, sviluppandosi, aggiungono una specie di coperchietto circolare nella parte esterna che chiude la cavità lasciata aperta dalla lamina. Si diffonde anche l'uso degli orecchini a borchia o a disco, ispirati a tipi greco - orientali. La decorazione, generalmente fitomorfa o geometrica, è disposta in fasce concentriche realizzate a filigrana e a granulazione. Rimane sempre molto diffuso l'uso delle collane realizzate in diversi modelli: catena di maglia intrecciata, da cui pendono catenelle variamente disposte a sostenere pendenti d'oro e anche castoni con pietre dure. Le fibule di pertinenza femminile, pur conservando la forma a sanguisuga, si arricchiscono di piccole figure plastiche. Forte sviluppo hanno le fibule ad arco configurato ad animale reale o fantastico. Un ruolo molto importante nella gioielleria arcaica è svolto dagli anelli: sono in oro, argento, argento dorato o bronzo dorato e sono usati anche come sigilli. I più diffusi sono i tipi con castone a cartouche: sono realizzati con tecniche diverse e presentano figure singole o scene complesse. Un altro tipo è l'anello a leone che presenta protomi di leone o di satiro, o figure intere a "reggere" il castone in oro, o in pietra dura. Dalla fine del VI sec.a.C., iniziano a diffondersi gli anelli con scarabeo girevole che perdureranno fino all'ellenismo.In età classica (V - IV sec.a.C) l'ornamento più diffuso è l'orecchino a grappolo presente in vari tipi, diversi per dimensioni e per decorazioni. Assai più raro è l'orecchino a tubo, un anello di lamina terminante in un globetto o in una testa di animale o umana. Presenti anche gli orecchini con pendente ad anello con anfora centrale. Un monile caratteristico della civiltà etrusca del IV - III sec.a.C. è la bulla, un pendente lenticolare, liscio e sbalzato, con appiccagnolo cilindrico; ornamento tipico dei giovinetti, fa parte anche dell'abbigliamento femminile. La bulla è usata singolarmente su un filo o una catena catena d'oro, o insieme ad altre bulle, o alternata ad altri vaghi pendenti in collane multiformi. Ornamenti databili alla fine dell'età classica e l'inizio dell'età ellenistica, sono le corone, usate in occasione di banchetti e cerimonie, come testimoniano la pittura, la statuaria e la ceramica. Le corone sono formate da un nastro di supporto sul quale è disposta, a gruppi, una serie fitta di foglie rese in sottilissima lamina d'oro.Tra gli anelli continuano a sopravvivere i tipi con scarabeo girevole. Caratteristici della produzione locale sono gli anelli con largo castone ovale in lamina sbalzata e talvolta con decorazione a filigrana e granulazione; all'interno del castone, pietra dura incisa.Gli orecchini mutano radicalmente forma, influenzati dall'arte ellenistica; presentano pendenti diversi come campanelle, anforette, volatili in pasta vitrea, teste negroidi in ambra, piramidi rovesciate.